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La mano robotica messa a punto dall’IIT

18 Mag , 2015  

Una mano robotica  che può essere realizzata agevolmente con una stampante 3D è stata messa a punto dall’IIT e dall’INAIL. Questo nuovo progetto sarà di grande aiuto a tutte quelle  persone affette da disabilità che potranno  riacquistare la capacità di usare oggetti e fare altre attività grazie a un arto artificiale assolutamente innovativo e italiano, capace di riprodurre l’85% delle prese di una vera mano.

INAIL e IIT – Istituto Italiano di Tecnologia – hanno annunciato di completato il primo prototipo di mano artificiale poliarticolata e polifunzionale, antropomorfa, derivata dalla tecnologia robotica dell’IIT e perfezionata verso il paziente grazie alle competenze tecniche del Centro Protesi INAIL di Budrio.

Il signor Marco Zambelli, il primo paziente del Centro Protesi INAIL che ha sperimentato la nuova mano, ha mostrato le funzionalità e il buon livello di utilizzo della stessa, dopo un primo periodo di addestramento.

Questa mano artificiale è realizzata con il contributo della tecnologia di stampa 3D, in materiale plastico e con alcune componenti metalliche, è robusta e leggera (pesa meno di 500 grammi) ed estremamente flessibile, grazie a un tendine artificiale che consente di riprodurre i movimenti naturali.

Come funziona

Il paziente controlla la mano artificiale attraverso due sensori che recuperano il segnale naturale dei muscoli residui. Il dispositivo non prevede operazioni invasive per il paziente ma rappresenta uno strumento indossabile con semplicità sull’arto amputato.

Si è stimato che entro il 2017, a conclusione della fase di sviluppo preclinico con i pazienti del Centro Protesi INAIL di Budrio, il dispositivo verrà reso disponibile alle persone con specifica disabilità. La produzione e la commercializzazione saranno affidate ad una nuova startup, che sta nascendo in seno all’Istituto Italiano di Tecnologia. L’obiettivo è ottenere un dispositivo altamente ergonomico e con consumi ottimizzati.

Secondo Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’IIT,

costerà circa quanto uno scooter proprio perché vogliamo che sia alla portata di tutti”

Via Tomshw

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